SOLUZIONE
Il nostro Isotto nella vita reale è
ANTONIO DI PIETRO
leader dell'Italia dei Valori, noto difensore della nostra moralità
(ma ki gliel'ha kiesto??!!)
Complimenti agli intervenuti per i tentativi e a chi ha dedicato le sue notti insonni alla strenua ricerca del risultato e della verità e li ha raggiunti. Il premio sarà la tessera annuale d'iscrizione all'Italia dei Valori (ke culo eh??!!)
NB. Ogni riferimento a fatti o persone nei post precedenti NON è assolutamente casuale e corrisponde a verità (e non è colpa mia se è così!)
BOICOTTIAMO
LE
OLIMPIADI
IO DICO
"NO"
AL MASSACRO IN TIBET
DDT
My name is........... LIDL
My name is........... LIDL
Strada facendo incontrò tre belle ragazze: una di origine francese che viveva a Roma, per poter ammirare il colosseo da vicino, una che stava dalle parti di Torino e si chiamava come la francese ed una decisamente fuori di testa e accompagnata dal moroso, tutti inneggiavano ancora a Vasco usando come strumenti di accompagnamento delle pentole trafugate nell’azienda in cui una di loro lavorava, fermate le fanciulle (del ragazzo proprio …..) chiese loro se cortesemente gli indicavano la strada migliore per tornare a casa. Le ragazze affascinate dal nostro amico gli proposero di percorrere insieme un tratto e così chiacchierando chiacchierando si incamminarono; Lidl venne in questo modo a conoscenza di un sito noto come “fiabanovelas” dove avrebbe potuto avere notizie più precise sulla papera che gli stava a cuore. Visto che non era riuscito a trovare un passaggio, in compagnia delle ragazze e, di una nuova tipa che riconobbe come la gentile signora che lo aveva acquistato al magazzino, ora bardata come una figlia dei fiori in versione dark, (guarda tu come è piccolo il mondo!!) che non lo aveva riconosciuto, fortunatamente, andarono tutti alla vicina stazione ferroviaria dove, lasciata una donzella sul binario per Roma, un’altra su quello per Torino, si infilarono in una carrozza del treno Cisalpino diretto a Ginevra, che avrebbe fatto varie soste depositando man mano i passeggeri. Lidl, sfinito dalle vicissitudini degli ultimi giorni partì per la tangente addormentandosi secco e, naturalmente, non si svegliò in tempo per scendere a Milano. Superate le Alpi, si svegliò rendendosi conto che ancora una volta era finito al posto sbagliato, ma oramai era troppo tardi e quindi, raggiunta la stazione di Ginevra, scese e subito si recò in un internet point per soddisfare la sua curiosità su Liabel. Alla chiusura del ufficio aveva letto tutto quello che c’era da sapere e si era innamorato perdutamente della bella paperetta, decidendo quindi che la sua missione futura sarebbe stata quella di ritrovarla e chiederla in sposa a chiunque ne fosse padre o proprietario (per la verità le affermazioni di un certo 4nic8 gli avevano procurato un po’di inquietudine ma, si disse supereremo anche questo ostacolo!).Con questa missione in testa, raccolte le frammentarie informazioni, partì alla ventura e questa volta non si affidò a mezzi di fortuna ma preferì utilizzare i suoi piedini e, lemme lemme, riempito uno zaino di Wurstel, si incamminò lungo una strada che lo avrebbe condotto dalla sua principessa (ormai l’aveva già incoronata ed impalmata nei suoi pensieri). Dopo giorni e giorni di cammino, giunto sulla riva del lago di Ginevra vicino alla sua uscita nel Rodano, si fermò per fare un solitario picnic a base degli ultimi wurstel rimasti, accompagnati da pane e l’immancabile birra, che ormai si era abituato a bere. Mentre sorseggiava l’ultimo goccio e, preso da un’indicibile senso di sconforto, gettava pezzi di pane nell’acqua ecco comparire ad un tratto una paperella gialla di gomma che col suo grazioso becco cominciò a mangiare il pane mugugnando fra sé perché va bene mangiare le molliche del pane, ma il companatico? Mica solo agli altri piace, cosa credono sti qui che noi papere viviamo solo di pane? E che cazzo!!! Mica siamo panivore e giù accidenti a più non posso, mentre, per far buon viso a cattiva sorte e non rischiare di restare a secco, sbocconcellava le briciole con il sorriso sul becco (ma come faranno mai le papere a ridere? Boh!); a quella vista il nostro nano cominciò a tremare dalla gioia così che la lampada che portava sulla spalla continuava ad accendersi, a lampeggiare e a cambiare di colore. Liabel a quella vista cominciò a ridere, a ridere tanto da strozzarsi con un pezzo del pane, ormai troppo stantio, che stava mangiando. Il nano capì subito che era necessario il suo intervento e, tuffatosi nel lago raggiunse la bella e, tra luci lampeggianti, rantoli della povera bestia e rischio di affogamento da parte di Lidl, che solo allora si era reso conto di non saper nuotare, raggiunsero la riva dove si sdraiarono più morti che vivi. Quando finalmente, sputacchiando acqua che puzzava di pesce, si ripresero, si guardarono negli occhi e scattò la fatidica scintilla. Decisero allora che nessuno li avrebbe mai più divisi. Per giorni e giorni vissero circondati da un alone di felicità, ma quando Lidl le propose di tornare a casa perché lui voleva chiede formalmente la mano (Hops! La zampa) al suo “tutore” la nostra papera si adombrò rifiutandosi energicamente di ritornare a casa. Quali soprusi aveva subito Liabel, fra le mura domestiche, per non voler più tornare a casa? Quali punizioni pensava di dover subire, per non voler neppure pensare di rivedere 4nic8? Svelò a Lidl che la sua scomparsa era stata una messa in scena per potersene andare via da casa, dove non voleva più tornare.(continuerà)
My name is........... LIDL
My name is........... LIDL
I nostri amici raccontarono le loro disavventure a Kajetan che gli servirono come ninna nanna e dopo pochi Km. si fermarono per farsi una bella dormita nell’accogliente cuccetta del camion. La mattina con il sorgere del sole Lidl chiese se li potesse lasciare nei pressi di casa sua, ma purtroppo fra una strada sbagliata nel bosco, una discussione con Lea che aveva buttato il tom tom dal finestrino e varie fermate nei posti più strampalati ci si era allontanati molto dalla zona interessata, pertanto la rana e la tartaruga chiesero di essere scaricate comunque, non volevano arrivare alla tangenziale est di Milano (troppo pericolosa da attraversare), e Lidl decise di accompagnare Kajetan fino all’imbarco; sarebbe poi tornato a bordo di un camion che si recava al Nord. In vista di Milano imboccarono l’autostrada del sole con destinazione Ancona ma, vi ricordate che avevano perso il tom tom? Allora? Direte voi, allora, arrivati non si sa bene come ad Agrate Brianza, invece della A1 imboccarono la A4; va beh! Si dissero, tanto a noi che ci frega? (se non gliene frega niente a loro, a noi ancora meno) decisero così che si sarebbero fermati a visitare qualche città e viaggia, viaggia arrivarono a Padova, avevano sentito parlare delle galline padovane e pensavano perciò di trovarsi in mezzo ad un luogo popolato da meravigliose fanciulle (anche qualche nanetta), le galline per l’appunto. Ma si accorsero che, neanche pregando S.Antonio da Padova, le famigerate galline si facevano avanti, pertanto dopo una passeggiata sullo struscio locale cominciarono a cercare un posto per dormire. Trovarono un insegna che indicava un certo agriturismo da quelle parti; beh! pensarono, se non altro ci saranno le galline con le penne e un buon pasto ci scapperà, quindi risaliti sul mezzo si avviarono e, giunti a destinazione, dopo un buon pasto si recarono nella camera a loro assegnata. Il giorno dopo si alzarono tranquilli e riposati, direte voi, no! Avevano i capelli ritti sulla testa perché non avevano chiuso occhio per tutta la notte; si il posto era bello, idilliaco sotto certi aspetti, ma c’era un via vai di fabbri, piastrellisti e falegnami che per tutta la sera e la notte non avevano mai smesso di fare casino tanto che al mattino Lidl e Kajetan dopo aver saldato il conto, risalirono sul camion e se ne andarono a dormire su un’ aiuola dell’autostrada; essendo di strada decisero di visitare anche Treviso, si perchè Lidl, origliando dalla sua finestra aveva sentito parlare di una certa “zietta” e pertanto pensava di poter avere notizie di casa sua, ma giunto a destinazione scoprì che di parentele proprio non ce n’erano ma, data la grande delusione, la famigerata zietta, finito il servizio di catering presso il palazzo ducale di Venezia, offrì loro una, due , tre birrette (lo standard della casa prevedeva caraffe rubate all’Oktober fest della capacità minima di 1 litro l’una), si perché dovete sapere che la cara signora concludeva sempre così una dura giornata di lavoro. I nostri amici ringraziarono e poi, con passo un tantino ondeggiante si riportarono sul loro camion decisi a raggiungere la meta. Da qui il viaggio proseguì perché, avendo acquistato una cartina stradale, riuscirono a riprendere la strada giusta. Fu così che in un batter d’ali si ritrovarono all’uscita di Ancona. Era ancora presto per presentarsi all’imbarco (per la verità sarebbe stato solo uno o due giorni dopo) per cui decisero di passare ancora un po’ di tempo insieme, andarono per prima cosa a vedere la spiaggia (la storia delle galline padovane non gli era proprio andata giù) sperando di lustrarsi gli occhi, ma li vicino non c’era nulla di interessante; nella genetica di Lidl esisteva l’immagine delle belle ragazze sulla spiaggia della Sardegna dove suo padre soleva gingillarsi d’estate, per cui al confronto nulla poteva reggere, per la verità Kajetan qualcosina aveva avvistato ma il nostro nanetto era riuscito a smontarlo del tutto. Lasciata la spiaggia, risaliti sul camion v decisero di darsi allo sport e andarono per acquistare due biglietti per la partita del giorno successivo; avvicinatisi al botteghino videro una marea di gente strana e mal messa insieme che bivaccava davanti ai cancelli, c’erano sacchi a pelo, cibarie, bibite e tutto faceva pensare ad una lunga attesa. Che culo!!! Dissero i due amici: gioca la Nazionale e noi siamo qui; sbrighiamoci ad acquistare i biglietti prima che finiscano!! Ma……… immaginate voi la sorpresa quando giunti alla biglietteria non trovarono uno sputo di posto; videro però dei loschi figuri che con gesti volutamente esagerati davano d’intendere che avrebbero potuto procurare un paio di biglietti; naturalmente costavano un po’ di più ma si sa chi tardi arriva……….; Lidl e Kajetan decisi a non perdersi la partita raccolsero tutti i loro soldi e chiesero quanto costassero due biglietti; il nostro bagarino dopo averli scrutati e valutati lanciò la cifra di 200 € a biglietto; neanche troppo! Si dissero, sempre pensando di vedere la Nazionale in campo, naturalmente! Acquistarono i due biglietti e una volta che il venditore si era dileguato fra la folla, guardarono quale fosse il posto loro assegnato; solo allora si accorsero di aver comperato due biglietti per il concerto serale di un tizio sconosciuto: un certo Vasco! (continuerà)
My name is........... LIDL
Venne la notte e, infreddoliti e stanchi decisero di bivaccare vicino ad un cespuglio di mirtilli, carico di bacche; poterono così sfamarsi e sdraiarsi a schiacciare un sonnellino. A mezzanotte furono svegliati di soprassalto da un lupo solitario che ululava alla luna, che poi luna non era; si trattava della pila accesa di un boy scout che l’aveva persa mentre “innaffiava” il bosco. Visto che erano stati svegliati e per la paura non si sarebbero più addormentati si incamminarono verso il limitar del bosco dove videro finalmente un nastro di asfalto, sinonimo di civiltà (questo pensavano loro!!); decisero di fare l’autostop e qui toccò al nanetto (l’unico provvisto di dita) piazzarsi a bordo strada con il pollice in vista; videro passare diverse auto ma bestia che una si fermasse!!, per la verità forse un nano di 50 cm. a bordo strada non era poi così visibile fu allora che LIDL ebbe una delle sue pensate: si piantò in mezzo alla strada con le mani avanti in segno di stop; fortuna volle che passasse da li il cugino di Bogumil (ricordate il camionista che aveva trasportato Lidl?) di nome Kajetan, che, con il suo carico di talco andava verso Ancona per imbarcarsi. Ricordando la storia a lungo narrata dal cugino, riconobbe il nano e con un grande stridere di freni intraversò sulla strada il bilico che guidava per potersi fermare. A questo punto non vi dico i signori e le madonne che echeggiarono nel bosco, ma fra un accidente e l’altro il nostro autista e la sua compagna (Si perché Kajetan dovendo apprestarsi a un lungo viaggio si era prudentemente organizzato con ogni sorta di genere di conforto ivi inclusa una bella ragazzotta rumena) scesero dal mezzo e si avvicinarono al nostro amico; grande fu la gioia di Kajetan nello scoprire che quello che raccontava Bogumil, nonostante i vari “infioramenti” che via via venivano aggiunti, era vero: finalmente anche lui aveva incontrato il “suo” nano e avrebbe potuto parlarne per anni e anni. Lea, così si chiamava la ragazza, avvicinatasi nel frattempo, lanciò un urlo da coyote: aveva visto una schifosa tartaruga e una viscida rana (naturalmente questo era il suo personale punto di vista!) perché a tutti gli altri i due poveri animali non facevano sicuramente questo effetto. Alla fatidica affermazione della fanciulla: “o me o loro”, immaginate cosa rispose Kajetan: “loro, naturalmente”, si perché tra l’altro Lea non si era dimostrata proprio il genere di conforto ideale; ogni 50 Km. ci si doveva fermare perché lei doveva fare “plin plin”, raggiungere un bar e, naturalmente, bere almeno un caffè; dovendo percorrere lunghe distanze il nostro autista aveva bevuto talmente tanto caffè da non riuscire più a dormire da tre giorni, gli occhi erano spiritati e le parole gli uscivano dalla bocca a stappi per non descrivere il resto del suo aspetto. Lasciata Lea sul ciglio della strada, che poi per lei era casa, con la sua borsa e i tre peluche che aveva comperato alla stazione di servizio, ripartirono tutti felici e contenti di trovarsi così bene insieme. (continuerà)