FIABANOVELAS

Liberi sfoghi di fantasia di 2 e più menti bacate
sabato, 28 giugno 2008

40.000



La novità c'è, magari piccina, magari da poco, magari manco la vedete, ma c'è.

40.000, non male.


Gli autori sono "momentaneamente" assenti, più o meno giustificati, ma torneranno prima o poi.

Un abbraccio a tutti da Fornicotto & DDT.


(DDT)
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martedì, 03 giugno 2008

SOLUZIONE

Il nostro Isotto nella vita reale è

ANTONIO DI PIETRO

leader dell'Italia dei Valori, noto difensore della nostra moralità

(ma ki gliel'ha kiesto??!!)

Complimenti agli intervenuti per i tentativi e a chi ha dedicato le sue notti insonni alla strenua ricerca del risultato e della verità e li ha raggiunti. Il premio sarà la tessera annuale d'iscrizione all'Italia dei Valori (ke culo eh??!!)

NB. Ogni riferimento a fatti o persone nei post precedenti NON è assolutamente casuale e corrisponde a verità (e non è colpa mia se è così!)

postato da FIABANOVELAS alle ore 16:56 | Permalink | commenti (15) / commenti (15) (pop-up)
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venerdì, 16 maggio 2008

FIABA/CONCORSO
by 4nic8
 
Abbiamo già accennato che Isotto, oltre a fare il verginello puritano, fa l’immobiliarista per hobby, anche perché ha imparato che il mattone è pur sempre un buon investimento.. Oltre alla società immobiliare in Bulgaria (ricordiamo che lui è pubblicamente contrario ai capitali all’estero), è socio unico di un’immobiliare anche in Italia, giusto per non farsi mancare niente. E fin qui, niente di male.
Ma.. (c’è sempre un ma..), il nostro eroe risulta anche per il suo lavoro di politico presidente di un noto partito, che notoriamente percepisce fondi pubblici per la sua gestione.
Considerando che il partito politico ha sede presso gli stabili di proprietà dell’immobiliare di Isotto, e che l’immobiliare paga i mutui d’acquisto con gli affitti pagati dal partito politico, se ne deduce che Isotto si sta pagando gli immobili che resteranno di sua proprietà con i soldi dei finanziamenti pubblici al suo partito (detto per inciso, l’imprenditore immobiliare così lo farei anche io).
D’altronde, lo cantava già Lino Toffolo tanti anni fa: “Isotto Isotto.. dai che ce la fai.. Isotto Isotto.. metti la marcia e vai.. poti poti”
 
DI CHI STIAMO PARLANDO????
postato da FIABANOVELAS alle ore 09:33 | Permalink | commenti (19) / commenti (19) (pop-up)
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lunedì, 12 maggio 2008

FIABA/CONCORSO
by 4nic8
 
C’erano una volta i ns. protagonisti Tristano (nome vero) e Isotto (nome di fantasia) che sono soci al 50% di una società che fa investimenti immobiliari in Bulgaria. Fin qui, una storia come tante. Passa qualche tempo, poco a dire il vero, e Isotto, che si spaccia per verginello puritano, diventa Ministro e facendo il suo lavoro, firma concessioni/convenzioni a destra e a manca.. tra quelle a manca (o a destra fate voi, non ne faccio una questione politica), ce n’è una che finisce sotto osservazione della UE per gli eccessivi costi, raddoppiati nel giro di 4 anni e rinnovata nel 2007.. La società che ha in carico i lavori, e quindi i soldi concessi dal Ministro, è una società creata da altri Enti e società, e quindi ha un CdA i cui membri sono nominati dagli azionisti.. e chi ci troviamo? Ma Tristano!!! E in qualità di..?? Boh.. nessuno lo sa.. perché Tristano non è un ingegnere esperto di costruzioni autostradali e non è un manager esperto in project financing et similia.. ah.. non risiede neanche in Italia (domiciliato si però).. ma allora.. che ci fa lì??!!! Mah..
Ah.. dimenticavo.. prima di diventare socio di Tristano, Isotto che era un indefesso dipendente pubblico, è andato in pensione a 45 anni suonati, dopo una vita (breve) dedicata al lavoro con performance a dir poco impressionanti (è vero che ha avuto un 19% di insuccessi e un paio di caduti sul lavoro, ma alla fine nel volume contano poco, tranne per chi quegli insuccessi li ha dovuti subire).. ma si sa.. la frittata non si può fare senza rompere le uova! E come le ha rotte lui..
secondo me Isotto è verginello come un’altra parlamentare che l’ha preceduto anni or sono (ma non era ministro).. solo che la signora in questione ha fatto tanto bene al ns. Paese.. Isotto per ora ben poco!!
 
DI CHI STIAMO PARLANDO????
postato da FIABANOVELAS alle ore 18:11 | Permalink | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)
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domenica, 16 marzo 2008

BOICOTTIAMO

LE

OLIMPIADI

IO DICO

"NO"

AL MASSACRO IN TIBET

DDT

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giovedì, 13 marzo 2008

My name is........... LIDL

La sua paura maggiore era stata quella che a qualcuno potesse venire in mente di rivolgersi a “chi l’ha visto” perché, disse: “vuoi che un qualche rottinculo di curioso non ci sia in giro a rufianare di avermi avvistato da qualche parte?” Una si imbosca volutamente perché non si vuol far trovare e subito ecco che un buon samaritano va a dire tutti di averti visto qua, là, su, giù e in men che non si dica ti riaccompagnano a casa e magari anche in TV a subire domande sceme su cosa ti è successo, perché sei fuggita e quanto sei felice di riabbracciare i tuoi cari. Mai!! se mi vuoi niente casa……Lidl, innamorato pazzo della bella Liabel non ci pensò neanche un attimo, dopo tutto di chiedere la mano a uno che si faceva chiamare Fornicotto non era poi un’idea così allettante e romantica quindi, guardandosi negli occhi, si avviarono verso……………..
 
Questo è quanto sono riuscita a ricostruire della vita di Lidl e dell’incontro con Liabel da qui in poi non ne ho saputo più niente e immaginate la mia disperazione senza quel caro ragazzo che mi teneva compagnia.
 
P.S.: messaggio ai naviganti che leggono: ricordo a tutti che ogni allusione a luoghi, fatti, persone o quant’altro è tutto fuorché casuale; le eventuali inesattezze sono frutto di licenza poetica della scrivente che pertanto se ne prende carico e accidenti acclusi.
Qui terminano gli scritti a mia disposizione.
Il racconto potrebbe essere finito, ma anche no.
Del mio socio nessuna notizia recente.
Fiabanovelas va avanti.
Ciao a tutti, DDT
postato da FIABANOVELAS alle ore 20:25 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
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mercoledì, 05 marzo 2008

My name is........... LIDL

Strada facendo incontrò tre belle ragazze: una di origine francese che viveva a Roma, per poter ammirare il colosseo da vicino, una che stava dalle parti di Torino e si chiamava come la francese ed una decisamente fuori di testa e accompagnata dal moroso, tutti inneggiavano ancora a Vasco usando come strumenti di accompagnamento delle pentole trafugate nell’azienda in cui una di loro lavorava, fermate le fanciulle (del ragazzo proprio …..) chiese loro se cortesemente gli indicavano la strada migliore per tornare a casa. Le ragazze affascinate dal nostro amico gli proposero di percorrere insieme un tratto e così chiacchierando chiacchierando si incamminarono; Lidl venne in questo modo a conoscenza di un sito noto come “fiabanovelas” dove avrebbe potuto avere notizie più precise sulla papera che gli stava a cuore. Visto che non era riuscito a trovare un passaggio, in compagnia delle ragazze e, di una nuova tipa che riconobbe come la gentile signora che lo aveva acquistato al magazzino, ora bardata come una figlia dei fiori in versione dark, (guarda tu come è piccolo il mondo!!) che non lo aveva riconosciuto, fortunatamente, andarono tutti alla vicina stazione ferroviaria dove, lasciata una donzella sul binario per Roma, un’altra su quello per Torino, si infilarono in una carrozza del treno Cisalpino diretto a Ginevra, che avrebbe fatto varie soste depositando man mano i passeggeri. Lidl, sfinito dalle vicissitudini degli ultimi giorni partì per la tangente addormentandosi secco e, naturalmente, non si svegliò in tempo per scendere a Milano. Superate le Alpi, si svegliò rendendosi conto che ancora una volta era finito al posto sbagliato, ma oramai era troppo tardi e quindi, raggiunta la stazione di Ginevra, scese e subito si recò in un internet point per soddisfare la sua curiosità su Liabel. Alla chiusura del ufficio aveva letto tutto quello che c’era da sapere e si era innamorato perdutamente della bella paperetta, decidendo quindi che la sua missione futura sarebbe stata quella di ritrovarla e chiederla in sposa a chiunque ne fosse padre o proprietario (per la verità le affermazioni di un certo 4nic8 gli avevano procurato un po’di inquietudine ma, si disse supereremo anche questo ostacolo!).Con questa missione in testa, raccolte le frammentarie informazioni, partì alla ventura e questa volta non si affidò a mezzi di fortuna ma preferì utilizzare i suoi piedini e, lemme lemme, riempito uno zaino di Wurstel, si incamminò lungo una strada che lo avrebbe condotto dalla sua principessa (ormai l’aveva già incoronata ed impalmata nei suoi pensieri). Dopo giorni e giorni di cammino, giunto sulla riva del lago di Ginevra vicino alla sua uscita nel Rodano, si fermò per fare un solitario picnic a base degli ultimi wurstel rimasti, accompagnati da pane e l’immancabile birra, che ormai si era abituato a bere. Mentre sorseggiava l’ultimo goccio e, preso da un’indicibile senso di sconforto, gettava pezzi di pane nell’acqua ecco comparire ad un tratto una paperella gialla di gomma che col suo grazioso becco cominciò a mangiare il pane mugugnando fra sé perché va bene mangiare le molliche del pane, ma il companatico? Mica solo agli altri piace, cosa credono sti qui che noi papere viviamo solo di pane? E che cazzo!!! Mica siamo panivore e giù accidenti a più non posso, mentre, per far buon viso a cattiva sorte e non rischiare di restare a secco, sbocconcellava le briciole con il sorriso sul becco (ma come faranno mai le papere a ridere? Boh!); a quella vista il nostro nano cominciò a tremare dalla gioia così che la lampada che portava sulla spalla continuava ad accendersi, a lampeggiare e a cambiare di colore. Liabel a quella vista cominciò a ridere, a ridere tanto da strozzarsi con un pezzo del pane, ormai troppo stantio, che stava mangiando. Il nano capì subito che era necessario il suo intervento e, tuffatosi nel lago raggiunse la bella e, tra luci lampeggianti, rantoli della povera bestia e rischio di affogamento da parte di Lidl, che solo allora si era reso conto di non saper nuotare, raggiunsero la riva dove si sdraiarono più morti che vivi. Quando finalmente, sputacchiando acqua che puzzava di pesce, si ripresero, si guardarono negli occhi e scattò la fatidica scintilla. Decisero allora che nessuno li avrebbe mai più divisi. Per giorni e giorni vissero circondati da un alone di felicità, ma quando Lidl le propose di tornare a casa perché lui voleva chiede formalmente la mano (Hops! La zampa) al suo “tutore” la nostra papera si adombrò rifiutandosi energicamente di ritornare a casa. Quali soprusi aveva subito Liabel, fra le mura domestiche, per non voler più tornare a casa? Quali punizioni pensava di dover subire, per non voler neppure pensare di rivedere 4nic8? Svelò a Lidl che la sua scomparsa era stata una messa in scena per potersene andare via da casa, dove non voleva più tornare.(continuerà)

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martedì, 05 febbraio 2008

My name is........... LIDL

Per un momento la terrà tremò a causa delle loro maledizioni e parolacce che non è possibile ripetere (Tanto mica conoscete il frasario ungherese, quindi!), alla fine incazzati neri ma ormai inghiottiti dalla moltitudine decisero di restare. Per passare il tempo si sedettero un po’ in alto e osservarono la folla: c’era di tutto ragazze con canottierine tanto succinte da far pensare ad un lavaggio mal riuscito; Jeans talmente stracciati che veniva voglia di offrire un € a coloro che li indossavano, bandane legate in testa tipo “pirata della Malesia” e, naturalmente, zainetti multiuso di tutte le fogge. Fra il pubblico notò un tizio che imprecava in bergamasco ; a quanto poterono capire si trattava di uno a cui in occasione di un altro concerto (così si chiamava questa partita) svoltosi a Milano avevano “zifolato” il cellulare che conteneva tutti i numeri delle ragazze da lui frequentate e, soprattutto di quelle che aveva intenzione di frequentare se avesse potuto chiamarle!! Per questo motivo sbraitava nel tentativo di ritrovare il prezioso archivio sperando che il ladro, mosso a pietà, glielo avrebbe fatto ritrovare sotto un cavolo, ma dove cercare il cavolo? Osservando meglio Lidl, che era abituato a notare i particolari, si accorse che svolazzavano qua e là palloncini gialli a forma di “Titti” (lui conosceva bene il personaggio grazie ai suoi trascorsi nel grande magazzino) e poi in un angolo vide una tizia che vendeva delle strane magliette bianche con una papera gialla da un lato e una scritta che non riuscì a leggere dall’altro; la cosa strana era che le magliette erano vendute e indossate solamente da pochi, che si trattasse di una setta satanica si disse! Ma………. Osservò ancora tutto l’ambaradan, il palco era immenso pieno di torri metalliche luci e altre diavolerie che non conosceva, scambiando qualche opinione con Kajetan decise che si, forse alla fine, si sarebbero anche divertiti, almeno non annoiati molto!!! Altra persona che attirò la sua attenzione era un tipo dai capelli lunghi di Lanezia Terme, seppe poi dalle voci che giravano che, usando un filo da elettricista misurava le distanze fra un posto a sedere e l’altro. Strano atteggiamento pensò fra sé ma poi scoprì il motivo: il nostro ragazzo aveva l’hobby dei paracarri e per paracarri intendo proprio i cippi stradali che normalmente ospitano certe signorine dagli abiti discinti durante le caldi notti d’estate e lui, assiduo frequentatore, stava valutando la possibilità di organizzare un luogo di incontri anche lì, nello stadio del Conero.
Mentre aspettavano e osservavano la gente che fluiva all’interno dello stadio a Lidl frullava in mente qualche cosa, non riusciva ad afferrare il concetto ma prima o poi……….. fu così che improvvisamente si ricordò di casa sua e rivide Riaky che scriveva qualcosa a proposito di una certa Liabel……… ma certo! Ecco cos’era quella papera sulle magliette! Era la famosa Liabel una papera, un cigno, rapimento, polizia, Wanted ecc…… tutti questi pensieri gli affollavano la mente e decise che, non appena finito sto cavolo di concerto, avrebbe cominciato a scoprire cosa c’era dietro tutta questa storia……La serata passò in fretta e, a dirla tutta, i nostri due amici si divertirono proprio tanto ma tanto che, scambiatisi gli indirizzi si diedero appuntamento per il prossimo concerto di settembre. Un pochino brilli, passarono l’ennesima notte a bordo del camion cantando alternativamente “Alba chiara” e “colpa d’Alfredo”. La mattina successiva non si ricordavano più l’esito della partita della Nazionale che credevano di aver visto ma intanto continuavano a canticchiare “siamo solo noi….” ;fatta colazione in un bar del porto si salutarono cordialmente e Lidl accompagnò Kajetan alla banchina di imbarco per espletare le formalità doganali, dove furono fermati da un tizio bassottello che si dichiarò un ispettore dell’ASL che doveva controllare il carico. I due proprio non ce lo vedevano come funzionario , pertanto gli chiesero di mostrare il tesserino e scoprirono che il nostro ispettore non era della zona ma, a sua detta trasferito, per meriti, al porto di Ancona (la realtà era ben diversa; trasferito era stato trasferito ma non proprio per merito, infatti gli era stata ritirata la patente per ubriachezza più o meno molesta e lui vergognandosi a morte con i suoi colleghi, aveva pensato di cambiare aria) ma si lamentava continuamente perché, amante delle scalate in montagna non si trovava a suo agio con acqua e pesci. Dopo aver saputo che anche Lidl non era li proprio per scelta, con gesto magnanimo finse di non vedere i pacchi di sigarette mal celati dal talco e, dichiarando che per quanto riguardava il carico non c’erano problemi di sicurezza sanitaria, non disse nulla ai colleghi della “Finanza”, lasciando che Kajetan imbarcasse il camion.  Lidl si avviò verso il ciglio di una strada frequentata per cercare un passaggio verso il Nord. (continuerà)
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giovedì, 24 gennaio 2008

My name is........... LIDL

I nostri amici raccontarono le loro disavventure a Kajetan che gli servirono come ninna nanna e dopo pochi Km. si fermarono per farsi una bella dormita nell’accogliente cuccetta del camion. La mattina con il sorgere del sole Lidl chiese se li potesse lasciare nei pressi di casa sua, ma purtroppo fra una strada sbagliata nel bosco, una discussione con Lea che aveva buttato il tom tom dal finestrino e varie fermate nei posti più strampalati ci si era allontanati molto dalla zona interessata, pertanto la rana e la tartaruga chiesero di essere scaricate comunque, non volevano arrivare alla tangenziale est di Milano (troppo pericolosa da attraversare), e Lidl decise di accompagnare Kajetan fino all’imbarco; sarebbe poi tornato a bordo di un camion che si recava al Nord. In vista di Milano imboccarono l’autostrada del sole con destinazione Ancona ma, vi ricordate che avevano perso il tom tom? Allora? Direte voi, allora, arrivati non si sa bene come ad Agrate Brianza, invece della A1 imboccarono la A4; va beh! Si dissero, tanto a noi che ci frega? (se non gliene frega niente a loro, a noi ancora meno) decisero così che si sarebbero fermati a visitare qualche città e viaggia, viaggia arrivarono a Padova, avevano sentito parlare delle galline padovane e pensavano perciò di trovarsi in mezzo ad un luogo popolato da meravigliose fanciulle (anche qualche nanetta), le galline per l’appunto. Ma si accorsero che, neanche pregando S.Antonio da Padova, le famigerate galline si facevano avanti, pertanto dopo una passeggiata sullo struscio locale cominciarono a cercare un posto per dormire. Trovarono un insegna che indicava un certo agriturismo da quelle parti; beh! pensarono, se non altro ci saranno le galline con le penne e un buon pasto ci scapperà, quindi risaliti sul mezzo si avviarono e, giunti a destinazione, dopo un buon pasto si recarono nella camera a loro assegnata. Il giorno dopo si alzarono tranquilli e riposati, direte voi, no! Avevano i capelli ritti sulla testa perché non avevano chiuso occhio per tutta la notte; si il posto era bello, idilliaco sotto certi aspetti, ma c’era un via vai di fabbri, piastrellisti e falegnami che per tutta la sera e la notte non avevano mai smesso di fare casino tanto che al mattino Lidl e Kajetan dopo aver saldato il conto, risalirono sul camion e se ne andarono a dormire su un’ aiuola dell’autostrada; essendo di strada decisero di visitare anche Treviso, si perchè Lidl, origliando dalla sua finestra aveva sentito parlare di una certa “zietta” e pertanto pensava di poter avere notizie di casa sua, ma giunto a destinazione scoprì che di parentele proprio non ce n’erano ma, data la grande delusione, la famigerata zietta, finito il servizio di catering presso il palazzo ducale di Venezia, offrì loro una, due , tre birrette (lo standard della casa prevedeva caraffe rubate all’Oktober fest della capacità minima di 1 litro l’una), si perché dovete sapere che la cara signora concludeva sempre così una dura giornata di lavoro. I nostri amici ringraziarono e poi, con passo un tantino ondeggiante si riportarono sul loro camion decisi a raggiungere la meta. Da qui il viaggio proseguì perché, avendo acquistato una cartina stradale, riuscirono a riprendere la strada giusta. Fu così che in un batter d’ali si ritrovarono all’uscita di Ancona. Era ancora presto per presentarsi all’imbarco (per la verità sarebbe stato solo uno o due giorni dopo) per cui decisero di passare ancora un po’ di tempo insieme, andarono per prima cosa a vedere la spiaggia (la storia delle galline padovane non gli era proprio andata giù) sperando di lustrarsi gli occhi, ma li vicino non c’era nulla di interessante; nella genetica di Lidl esisteva l’immagine delle belle ragazze sulla spiaggia della Sardegna dove suo padre soleva gingillarsi d’estate, per cui al confronto nulla poteva reggere, per la verità Kajetan qualcosina aveva avvistato ma il nostro nanetto era riuscito a smontarlo del tutto. Lasciata la spiaggia, risaliti sul camion v decisero di darsi allo sport e andarono per acquistare due biglietti per la partita del giorno successivo; avvicinatisi al botteghino videro una marea di gente strana e mal messa insieme che bivaccava davanti ai cancelli, c’erano sacchi a pelo, cibarie, bibite e tutto faceva pensare ad una lunga attesa. Che culo!!! Dissero i due amici: gioca la Nazionale e noi siamo qui; sbrighiamoci ad acquistare i biglietti prima che finiscano!! Ma……… immaginate voi la sorpresa quando giunti alla biglietteria non trovarono uno sputo di posto; videro però dei loschi figuri che con gesti volutamente esagerati davano d’intendere che avrebbero potuto procurare un paio di biglietti; naturalmente costavano un po’ di più ma si sa chi tardi arriva……….; Lidl e Kajetan decisi a non perdersi la partita raccolsero tutti i loro soldi e chiesero quanto costassero due biglietti; il nostro bagarino dopo averli scrutati e valutati lanciò la cifra di 200 € a biglietto; neanche troppo! Si dissero, sempre pensando di vedere la Nazionale in campo, naturalmente! Acquistarono i due biglietti e una volta che il venditore si era dileguato fra la folla, guardarono quale fosse il posto loro assegnato; solo allora si accorsero di aver comperato due biglietti per il concerto serale di un tizio sconosciuto: un certo Vasco! (continuerà)

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martedì, 15 gennaio 2008

My name is........... LIDL

Lidl, la tartaruga sua amica e la rana osservavano la scena esterrefatti; loro non erano a conoscenza di anni e anni di gelosia dei nani per il principe e cercando di darsi un contegno fecero: Hem…Hem……, scusate……scusate….., poi visto che nessuno prestava loro attenzione, dissero: oh deficienti volete o no capire che ci troviamo in un bosco lontani da tutto e da tutti? Vogliamo darci una mossa? Alzate le chiappe e cominciamo a cercare una via d’uscita perché noi qui non ci vogliamo proprio passare neanche un minuto in più. A questa colorita sortita Biancaneve diventò più rossa che mai, le sue guanciotte si imporporarono ulteriormente e in uno scatto d’ira rispose:” che cazzo, usate termini più appropriati di fronte a una signora!” tutti gli altri si guardavano intorno cercando la signora, per l’appunto, ma poi lasciarono perdere, slegato il principe e ingozzata la tigre di cioccolato bianco (Non si sa mai di cosa si possa nutrire un felino simile) partirono per la nuova avventura. I boschi si sa non sono proprio posti accoglienti quando sei alto al massimo 50 cm. e quindi ad ogni passo c’era un ostacolo, con Biancaneve poi, che continuava a lamentarsi per la gonna lunga, per le scarpe strette, per il caldo, il freddo, il tiepido non se ne poteva più; ad un certo punto brontolo, stufo delle sue lamentele le strappò la gonna e gliela legò come bavaglio; provate ad immaginarvi la scena della fanciulla con una gonna azzurra infilata in bocca e il posteriore tutto infiocchettato in un paio di mutandoni di pizzo lunghi fino alle ginocchia, che procedeva in colonna brontolando: una scena pietosa, tanto che Lidl, avvezzo alle avventure si, ma di classe, decise che era troppo e, in compagnia della tartaruga e della rana salutò i compagni e si staccò dal gruppo. Successe così che, mentre il gruppo capitanato dal principe si disperse per i boschi a causa dei continui litigi, i nostri tre eroi proseguirono lungo un sentiero che li avrebbe dovuto portare verso casa ma che purtroppo li allontanò dalla meta.

Venne la notte e, infreddoliti e stanchi decisero di bivaccare vicino ad un cespuglio di mirtilli, carico di bacche; poterono così sfamarsi e sdraiarsi a schiacciare un sonnellino. A mezzanotte furono svegliati di soprassalto da un lupo solitario che ululava alla luna, che poi luna non era; si trattava della pila accesa di un boy scout che l’aveva persa mentre “innaffiava” il bosco. Visto che erano stati svegliati e per la paura non si sarebbero più addormentati si incamminarono verso il limitar del bosco dove videro finalmente un nastro di asfalto, sinonimo di civiltà (questo pensavano loro!!); decisero di fare l’autostop e qui toccò al nanetto (l’unico provvisto di dita) piazzarsi a bordo strada con il pollice in vista; videro passare diverse auto ma bestia che una si fermasse!!, per la verità forse un nano di 50 cm. a bordo strada non era poi così visibile fu allora che LIDL ebbe una delle sue pensate: si piantò in mezzo alla strada con le mani avanti in segno di stop; fortuna volle che passasse da li il cugino di Bogumil (ricordate il camionista che aveva trasportato Lidl?) di nome Kajetan, che, con il suo carico di talco andava verso Ancona per imbarcarsi. Ricordando la storia a lungo narrata dal cugino, riconobbe il nano e con un grande stridere di freni intraversò sulla strada il bilico che guidava per potersi fermare. A questo punto non vi dico i signori e le madonne che echeggiarono nel bosco, ma fra un accidente e l’altro il nostro autista e la sua compagna (Si perché Kajetan dovendo apprestarsi a un lungo viaggio si era prudentemente organizzato con ogni sorta di genere di conforto ivi inclusa una bella ragazzotta rumena) scesero dal mezzo e si avvicinarono al nostro amico; grande fu la gioia di Kajetan nello scoprire che quello che raccontava Bogumil, nonostante i vari “infioramenti” che via via venivano aggiunti, era vero: finalmente anche lui aveva incontrato il “suo” nano e avrebbe potuto parlarne per anni e anni. Lea, così si chiamava la ragazza, avvicinatasi nel frattempo, lanciò un urlo da coyote: aveva visto una schifosa tartaruga e una viscida rana (naturalmente questo era il suo personale punto di vista!) perché a tutti gli altri i due poveri animali non facevano sicuramente questo effetto. Alla fatidica affermazione della fanciulla: “o me o loro”, immaginate cosa rispose Kajetan: “loro, naturalmente”, si perché tra l’altro Lea non si era dimostrata proprio il genere di conforto ideale; ogni 50 Km. ci si doveva fermare perché lei doveva fare “plin plin”, raggiungere un bar e, naturalmente, bere almeno un caffè; dovendo percorrere lunghe distanze il nostro autista aveva bevuto talmente tanto caffè da non riuscire più a dormire da tre giorni, gli occhi erano spiritati e le parole gli uscivano dalla bocca a stappi per non descrivere il resto del suo aspetto. Lasciata Lea sul ciglio della strada, che poi per lei era casa, con la sua borsa e i tre peluche che aveva comperato alla stazione di servizio, ripartirono tutti felici e contenti di trovarsi così bene insieme. (continuerà)

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